domenica 11 giugno 2017

News Importanti ... diffondiamole 11.06.2017



Gent.mi tutti,

concludevamo la nostra ultima newsletter in merito al decreto zero-sei anni (clicca qui per leggere) con un rilancio, poiché esso deve essere considerato un passo importante per due ragioni: 
a) riconosce con chiarezza la pluralità dell'educazione all'interno del sistema pubblico 
b) mette in evidenza la responsabilità a ciascuno di noi, a cui non è possibile sottrarsi.  
A questo punto, spetta alle famiglie e alle associazioni trattare con i sindaci per accedere ai fondi, favorendo un sistema integrato senza alcuna discriminazione fra bambini. 

Si è arrivati ad una svolta:  i Tre capisaldi - autonomia, parità e libertà di scelta -  vengono indicati, anche dal documento del Consiglio Nazionale della Scuola Cattolica, come «pilastri» per un sistema educativo che possa portare ai migliori risultati gli studenti sia come singoli sia come collettività, come dimostrano «numerose indagini internazionali.». Tre pilastri che, a dire il vero, sono presenti nel nostro sistema scolastico nazionale, ma di cui non sono sviluppate pienamente le potenzialità (clicca qui per leggere il documento).

Abbiamo contribuito in modo attivo, libero ed onesto tutti insieme al documento "Autonomia, parità e libertà di scelta educativa" reso noto il 7 u.s. dall'Ufficio Nazionale per l'educazione, la Scuola e l'università della Conferenza Episcopale Italiana, un documento che vede per la prima volta nella storia il mondo della scuola unito e capace di porre al centro lo studente guardando a tutto il comparto Scuola. 

Questo documento è una tappa storica che ha le sue radici in quel 20 maggio del 2014 quando il Papa, superando ogni aspettativa rivendicativa, parlò alla scuola tutta ponendo al centro lo studente. Era chiaro che nulla sarebbe più stato come prima e che non ci sarebbe più stato spazio per sterili e puerili contrapposizioni ideologiche che sono sbagliate sempre quando sono indirizzate a curare il proprio orticello. Questo documento ha il medesimo coraggio e lucidità delle parole del Papa per tre ragioni:
a)  finalmente un documento unitario;  
b) evidenzia il diritto di apprendere dello studente e la responsabilità educativa della famiglia da agire in libertà di scelta educativa come nella laica Francia ;  
c) che propone  soluzioni capaci di guardare a tutto il comparto scuola e guarda con serio interesse al costo standard di sostenibilità (Ripresa Agensir).

Ora cittadini seri come i genitori devono rivendicare il loro diritto alla libertà di scelta educativa; le associazioni non possono esimersi dal mettere in campo i decreti come quello 0-6 anni. Le istituzioni, superati i tempi dei "teatrini", devono fare scelte oneste a tutela del debole, in questo caso dello studente, superando ogni discriminazione.

C'è un'urgenza in Italia: superare la discriminazione degli allievi nel loro diritto di apprendere, liberare la famiglia schiava nell'esercizio dell'educazione dei figli, garantire un pluralismo educativo. La domanda è una sola. "Da che parte stai?" Se la risposta è: "dalla parte dello studente" a catena si salva tutta la scuola per la proprietà transitiva. "il costo standard di sostenibilità è una scelta di diritto, moralità, giustizia, sulla scorta dell'art. 3 della Costituzione"(clicca qui per leggere il programma).

Andiamo avanti con coraggio perchè se la semina è buona e generosa verrà il tempo del raccolto.

Un caro saluto sr Anna Monia Alfieri con i consiglieri della Fidae Lombardia

mercoledì 31 maggio 2017

Decreto 0-6 anni la Svolta per cittadini seri



Gentilissimi,

mentre volge al termine questo anno scolastico così intenso di avvenimenti, desidero raggiungerVi per augurare a ciascuno di Voi, agli allievi, alle famiglie e ai docenti e ai collaboratori tutti, giorni di proficuo lavoro conclusivo.

Abbiamo guardato con fiducia ai decreti della Legge 107/15 ed è evidente che solo un'azione culturale competente e coraggiosa può colmare i vuoti di non conoscenza. Possiamo sicuramente registrare che tanti sono i passi compiuti in tal senso con i numeri alla mano (clicca qui per leggere) e con estrema precisione abbiamo studiato il Decreto zero-sei anni (clicca qui per il testo) che deve essere considerato un passo importante per due ragioni: 
a) perché riconosce con chiarezza la pluralità dell'educazione all'interno del sistema pubblico 
b) mette in evidenza la responsabilità a ciascuno di noi, a cui non è possibile sottrarsi.  
A questo punto, spetta alle famiglie e alle associazioni trattare con i sindaci per accedere ai fondi, favorendo un sistema integrato senza alcuna discriminazione fra bambini. 
28.05.2017 da Il giornale (clicca qui per leggere): i nostri genitori ci saranno? Le associazioni tutte, dai genitori ai gestori, passando da quelle dei docenti, sapranno unirsi per l'applicazione di questo decreto, comune per comune? Un punto d'arrivo insperato ma anche un punto di partenza ove il Re è nudo. 

Siamo ad un punto di svolta reale che esige unità, altrimenti potremmo senza ombra di dubbio dichiarare che non abbiamo saputo utilizzare uno strumento, forse perchè la libertà di scelta educativa dei genitori in un pluralismo formativo conta davvero poco anche per chi la invoca.

Resta fermo il punto di snodo ...  le linee di finanziamento che guardano a tutto il comparto scuola. Si consegna un documento che sintetizza l'unica soluzione per il nostro sistema scolastico (clicca qui per scaricarlo)
Un caro saluto sr Anna Monia Alfieri con i consiglieri della Fidae Lombardia

lunedì 29 maggio 2017

RECALL: Cultura, economia, politica. L'innovazione educativa - 14/06/2017 Universitas Mercatorum ROMA



SCUOLA_Costo standard per allievo Tertium non datur

La famiglia italiana attende, dal 1948 ad oggi, la garanzia del diritto alla libertà di scelta educativa. I genitori poveri non possono scegliere la buona scuola pubblica paritaria - ex L. 62/2000 una delle “due gambe del Sistema Nazionale di Istruzione” - perché non possono pagare due volte: tasse allo Stato e retta di funzionamento. Ancora peggio se i genitori hanno un figlio portatore di handicap. Puniti due volte: cento euro scarsi di detrazione annui e mille euro per il sostegno del figlio disabile, a fronte dei 25 mila necessari per il docente ad hoc. In Francia il genitore povero sceglie la scuola pubblica che vuole, come pure nei Paesi dell’Est europeo. In Italia, no. Eppure “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale” che limitano “di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini” (Cost., art. 3). L'Italia, quale Stato di diritto, non garantisce i diritti che riconosce.
                Evidentemente urge far funzionare meglio la scuola pubblica, sia statale che paritaria. Gli aggettivi “pubblico” e “statale” non sono sinonimi. Ciò che è “pubblico” non è necessariamente “statale”. Occorre far chiarezza sul fatto che la produzione di un bene o servizio di tipo collettivo (come l’istruzione) possa essere realizzata tanto dal settore pubblico quanto da quello privato. La produzione pubblica deve essere giustificata con ragioni diverse dall’impossibilita’ di provvedervi da parte di privati e la principale spiegazione e’ che la collettivita’ vede nel processo di produzione pubblica del bene/servizio qualcosa di diverso e migliore rispetto a quello privato. Di conseguenza, esiste la disponibilita’ a pagare una differenza di costo per la sua acquisizione. Diversamente non esiste alcun impedimento a che il bene o servizio venga prodotto da parte privata. E’ questa la ragione per cui  “La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali” (Cost., art. 33, comma 4).
                Insiste il Parlamento Europeo (Risoluzione 14 marzo 1984, art. 7): “La libertà di insegnamento e di istruzione comporta il diritto di aprire una scuola e svolgervi attività didattica. Tale libertà comprende inoltre il diritto dei genitori di scegliere per i propri figli, tra diverse scuole equiparabili, una scuola in cui questi ricevano l'istruzione desiderata.”
                Ma lo Stato non può reggere finanziamenti aggiuntivi per la scuola tout court. L’unica soluzione per evitare il tracollo della scuola pubblica, sia statale che paritaria, è il costo standard di sostenibilità per allievo. Lo dimostra scientificamente il saggio Il diritto di apprendere. Nuove linee di investimento per un sistema integrato (Giappichelli, Torino 2015, 2. ristampa), di A.M. Alfieri, M. Grumo, M.C. Parola. La proposta prevede che lo Stato ponga al centro dell’attenzione lo studente. Si individui un costo standard di sostenibilità (da declinare in convenzioni, detrazioni, buono scuola, voucher ecc.) e lo si applichi ad ogni allievo della scuola italiana, sia statale che paritaria. Si realizzerebbe la libertà di scelta educativa in un pluralismo formativo, dando alla famiglia la possibilità di scegliere la buona scuola che desidera, pubblica statale o pubblica paritaria; la spesa sarebbe a costo zero rispetto all’attuale, che è fuori controllo. Migliorerebbe l’offerta educativa perché il passaggio decisivo del “costo standard” non sta nella uguaglianza economica, ma nel rafforzamento della responsabilità della famiglia e del potere della domanda, rispetto all’offerta scolastica garantita. L’alternativa dei finanziamenti a pioggia rappresenta il tracollo economico della scuola pubblica tutta, statale e paritaria.
L’Universitas Mercatorum ospiterà nella sua prestigiosa sede di Palazzo Costaguti – Piazza Mattei 10, Roma- una riflessione a più voci su Cultura, economia, politica. L’innovazione educativa, promossa dalla rivista telematica interdisciplinare Politica.eu, mercoledì 14 giugno 2017, con inizio alle ore 14.30. A questo momento parteciperà il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, On. Valeria Fedeli. Interverranno, oltre agli autori del testo, il Rettore Prof. Giovanni Cannata, ordinario di Politica economica; Michele Rosboch, Direttore di Politica.eu e docente di Storia del diritto italiano nell’Università di Torino; Pasquale Pazienza, docente di Politica economica nell’Università di Foggia; Paola Maria Zerman, Avvocatura dello Stato. Coordinerà i lavori Ivo Stefano Germano, docente di Sociologia dei nuovi media nell’Università del Molise.
Il coordinamento scientifico e organizzativo è affidato ad Alessia Lirosi (docente di Storia moderna, Università di Verona).

SI INVITANO GLI INTERESSATI A PRENDERE PARTE ALL'INIZIATIVA AD ACCREDITARSI ENTRO SABATO 3 GIUGNO 2017 INVIANDO UNA MAIL ALLA DOTTORESSA ALESSIA LIROSI (alessia.lirosi@uniroma1.it)

ALLEGATI: